
Libri che amo particolarmente
Leggo ogni volta che posso, e anche di più. Da sempre. Eccetto i libri di scuola, ma dopo il diploma ho letto tanti libri che mi hanno lasciato competenze o hanno migliorato il mio modo di ragionare.
Vorrei provare a tenere qui una lista aggiornata dei libri che ho amato di più, a volte proverò anche a spendere due parole su un titolo, ma il tempo è sempre poco. Quindi le recensioni saranno davvero poche, perchè probabilmente, fra utilizzare il tempo per scrivere una recensione o per leggere un altro libro, il più delle volte, sceglierò la seconda opzione.
- Principles: Life and Work di Ray Dalio: quando inizi a leggerlo, hai l’impressione che sia il libro definitivo per ogni essere umano; ho scritto appunti e riassunti a non finire, l’ho sottolineato con ogni colore dell’arcobaleno e l’ho amato fino in fondo. Consigliato per chiunque!
- Il segreto dei giganti di Timothy Ferriss: Sono rimasto un pò deluso perchè mi aspettavo un libro con un nesso logico fra un capitolo e l’altro, da leggere dall’inizio alla fine, mentre invece è formato da una serie di capitoli svincolati l’uno dall’altro. Va preso come un reference, un’enciclopedia con una serie di voci da leggere quando servono; rimane comunque un libro di grandssimo valore perchè raccoglie le idee e le abitudini di personaggi che nella vita sono arrivati al top della propria disciplina.
- Il potere delle abitudini di Charles Duhigg: Illuminante. Io amo i libri che aiutano a prendere decisioni migliori, e, anche se è un libro alla portata di tutti, ti spiega per filo e per segno come funziona il processo di acquisizione di un’abitudine e come usarlo per cambiare le cattive abitudini o migliorare quelle buone.
- L’arte della vittoria: Autobiografia del fondatore della Nike di Phil Knight: bellissima la prima metà, poi ho dovuto abbandonarlo, non riuscivo più a leggerlo. E’ stato interessante vedere che anche un’azienda così grande, è partita con un mare di debiti e abbia visto il baratro molte volte, e che ne sia uscita grazie alle persone che hanno creduto per parecchi anni nel progetto e nelle capacità del fondatore, finchè non è diventata la Nike che conosciamo oggi, e allora hanno iniziato a crederci tutti.
- Lezioni di leadership creativa. I segreti che ho imparato come CEO di Walt Disney di Robert Iger posso spendere solo poche parole perchè è un libro che va letto per capire quell’X factor del buon manager, credo sia impossibile da riassumere, il valore del libro e fra le righe.
- Superthinking. Il grande libro dei modelli mentali di Gabriel Weinberg e Laurel McCann: libro illuminante, sempre sul filone “prendere decisioni migliori”. E’ un gran mattone scritto a caretteri piccolissimi, ma ogni volta che riesco a leggere qualche pagina, capisco che vale la pena perdere qualche diottria per leggerlo.
- Leadership Strategy and Tactics di Jocko Willink libro scritto da un militare americano di primo grado. Uno che ha imparato a prendere decisioni e a gestire esseri umani mentre rischiava veramente la sua vita e quella delle persone che gliel’avevano affidata mettendosi ai suoi ordini. La sua esperienza non viene quindi da un gioco che puoi perdere e tornare a casa solo un pò arrabbiato o umuliato; non lo dice mai, ma è evidente che nel suo mondo gli errori costano caro, quindi le sue parole sono filtrate da un’esperienza incredibile. Spiega in maniera diretta e senza fronzoli tutto ciò che nel passato ho imparato sulla leadership, concetti veri che non sempre siamo in grado di applicare, ma posso dire che ogni parola è quella giusta, che ogni consiglio è testato ed ogni ragionamento è applicabile alla vita reale nella gestione di un team.
- Innovazione Lean. Strategie per valorizzare persone, prodotti e processi di Luciano Attolico. Il Lean è una filosofia produttiva che punta a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli. Il primo libro che ho letto sull’argomento diversi anni fa, è quello di Luciano Attolico. Capii che per interpretare correttamente i processi aziendali che andavo ad analizzare attraverso lo sviluppo di software gestionali, avevo bisogno di comprendere come funzionavano le aziende al loro interno. Io tendo alla filosofia “Lean” tutti i giorni, ma senza mai arrivarci completamente: la “Lean” è una scuola di pensiero e ritengo che in parte ci siano degli atteggiamenti e modalità che spingano a chiudersi e a non portare ai risultati voluti. (cioè quali sono? farei esempi, sembra una osservazione buttata lì e generica). Considero quindi la “Lean” l’approccio giusto, ma al contempo reputo che vada seguito mantenendo sempre in mente le necessità, la storia e le modalità operative che l’azienda ha consolidato nel giro di decine di anni di operatività e che non possono essere spazzate via in nome dell’innovazione e del cambiamento. Anche perchè sono il valore più importante che un’azienda può avere.