Posizioni aziendali sopravvalutate

Un mio conoscente lavorava vicino casa. Era molto orgoglioso perchè amava il suo lavoro ed era arrivato, fra scatti di anzianità e promozioni, ad essere pagato quasi il doppio di un suo pari che lavorava in un’altra azienda.

Gli dicevo che non era il caso di non rilassarsi: <<metti giù quel Mojito e lavora di più>> ma lui si sentiva intoccabile.

Era un problema di percezione.

Un giorno, all’improvviso, gli “propongono” una ricollocazione a 100 km da casa. Non solo: ogni aspetto del suo lavoro veniva passato al microscopio. Ogni inesattezza diventava una lavata di capo. Gli orari di lavoro, prima molto flessibili, erano diventati estremamente rigidi.

Sentiva che la sua azienda voleva punirlo, ma gli spiegavo che non si trattava di una punizione: <<Un’azienda non è un genitore severo e tu non sei un adolescente>>.

Ma allora cosa era successo all’improvviso?

Era successo che un buon manager aveva preso seriamente la richiesta dai senior manager di analizzare tutte le posizioni aziendali e aveva realizzato che il mio conoscente (come altri suoi colleghi) non portava più all’azienda il valore che invece a fine mese riusciva a ricavare.

E’ importante ricordare che ogni posizione aziendale deve costare tanto quanto il valore che porta; a volte può anche costare un di più, a volte di meno, ma in generale si tende ad impostare un rapporto di parità fra azienda e lavoratore dipendente.

Attenzione, perchè lo stesso accade con le posizioni sottovalutate: infatti, capita anche di analizzare posizioni di lavoro pagate molto meno del valore che portano all’impresa. In questo caso, le persone economicamente sottovalutate (che portano quindi un valore maggiore rispetto a quello che percepiscono) tendono ad emigrare verso altre aziende, dove percepiscono di poter essere maggiormente ricompensate. Il problema è che, andando via, lasciano indietro un vuoto difficilmente colmabile con la stessa spesa da parte dell’azienda.

A volte non è per una questione di soldi, ma è importante, per il management, trovare ciclicamente il tempo per rivedere tutte le posizioni e i ruoli attualmente presenti in azienda, o di farlo fare ad un manager esterno; l’obiettivo è capire se ci sono persone in sovraccarico e altre a cui è possibile chiedere qualcosa in più, elargendo anche aumenti e bonus a chi ha bisogno di uno stimolo economico.

L’obiettivo dell’azienda dovrebbe essere quello di mettere le persone nelle condizioni di poter fare il massimo, umanamente e professionalmente.

Calcoli complessi

In aziende più piccole forse è presente la percezione che sia facile calcolare il rapporto fra il valore portato da un lavoratore dipendente e il corrispettivo percepito a fine mese. Probabilmente a volte è così, ma nella maggior parte dei casi, questo e altri calcoli che aiutano a trovare sprechi e ad ottimizzare le spese rendendo più fruttuosi gli investimenti possono essere eseguiti da un software gestionale che a partire da dati certi, può offrire delle stime e che aiutano il management a prendere le decisioni migliori.

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